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Eventi e convegni | L'Orientale Magazine

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30. 04. 2010| Eventi e convegni

Quarta Cataratta del Nilo

Andrea Manzo parla dell’archeologia nubiana e del suo sviluppo a partire dalle campagne di salvataggio di siti e materiali archeologici

Napoli, 27 aprile – Quarta giornata del seminario interdisciplinare sugli sviluppi recenti negli studi sul Vicino Oriente Antico. Andrea Manzo, docente di Antichità Nubiane, ha tenuto una lezione dal titolo “Oltre la quarta Cataratta: recenti sviluppi negli studi sulla Nubia e il Sudan antichi”.
Il punto di partenza è il Nilo, via di comunicazione decisiva per tutto il mondo antico e divenuto oggetto di attenzione dall’Ottocento, quando vengono concepite le prime opere ingegneristiche.
L’archeologia nubiana si sviluppa con il primo grande sbarramento della diga di Assuan, i cui lavori iniziano nel 1898. Da qui prendono avvio diverse campagne di salvataggio di siti e materiali archeologici che rischiavano di essere sommersi dalle acque. Per questo motivo nel 1958 l’Unesco rivolse un invito a tutti i paesi per la salvaguardia dei monumenti messi in pericolo e ciò aprì la strada a un’operazione corale che vide lavorare a fianco Paesi diversi, ma soprattutto studiosi di formazione eterogenea: non solo egittologica ma anche antropologica e preistorica.
Le attività ingegneristiche lungo il Nilo hanno avuto grandi sviluppi negli ultimi dieci anni. Fin dall’epoca coloniale, però, c’era sempre stata l’idea di costruire un grande invaso nei pressi della quarta cataratta, area rocciosa non coltivabile che fa da trait d’union fra l’Alta Nubia e il delta del Gash. Lo scopo era quello di sfruttare l’energia elettrica per mezzo di una diga che ha poi creato un bacino lungo 150 km e largo 4 km.
La zona, ricchissima (dal punto di vista archeologico) soprattutto di cimiteri con strutture tumulari, riferibili a componenti nomadi della popolazione e databili dalla protostoria all’età tardo antica, è stata oggetto di una intensa campagna di salvataggio che a differenza di quelle degli anni ’60 ha dato inizio a una serie di pubblicazioni e studi. L’interesse maggiore di Manzo è l’età del bronzo, caratterizzata dalla cultura di Kerma, un articolato tessuto urbano che si è dimostrato essere capitale di uno stato indigeno di cui c’è riferimento anche in alcuni testi egiziani. Uno degli sviluppi di ricerca più importanti ha mostrato che Kerma era difesa da fortificazioni a terrapieno, presenti anche nelle costruzioni della Siria e della Palestina dello stesso periodo.

Autore: Aniello Fioccola

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Andrea Manzo Cataratta Kerma Nilo Nubia

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