Il 6 giugno 2008 l’Università degli Studi “L’Orientale” di Napoli ha conferito una Laurea Honoris Causa in “Culture e Letterature del Mondo Anglofono” al Prof. Stuart Hall, giamaicano di nascita, intellettuale di fama mondiale, studioso di grande originalità e influenza nel campo degli studi culturali e post-coloniali, soprattutto per quanto riguarda le questioni di etnicità, identità e ibridità e il loro impatto sulle relazioni sociali e politiche, sulla comunicazione e i mass media.
Nel 1957 fu tra i fondatori della University and Left Review che fu l’antesignana della New Left Review.Questa originaria assunzione di responsabilità nei confronti della politica avrebbe poi trovato conferma in celebri battaglie sostenute per il disarmo nucleare, per la critica al neoconservatorismo e, più recentemente, al neolaburismo.
Dotato di una formazione letteraria oxoniense, ma aperto alle suggestioni interdisciplinari, dopo l’esordio accademico nel campo dell’insegnamento letterario, nel 1968 costituì in collaborazione con Richard Hoggart il Centre for Contemporary Cultural Studies, presso l’Università di Birmingham. Sotto la sua direzione, a partire dal 1972, il C.C.C.S. divenne un centro di ricerca e di produzione teorica di eccezionale vitalità e importanza, dando vita a una corrente di studi che si è ben presto affermata in tutto il mondo. Gli Studi Culturali sono oggi un’area importante di tutte le Facoltà umanistiche delle università britanniche, americane, australiane, canadesi, di gran parte dei paesi postcoloniali e di quelli europei. Anche in Italia da alcuni decenni si sono moltiplicati gli insegnamenti di questa disciplina e numerosi sono i dipartimenti e i dottorati di ricerca che ad essa si ispirano. Fin dalla sua fondazione, l’Associazione Italiana di Anglistica ha riconosciuto l’importanza di questo campo del sapere dedicandogli spazi specifici nei propri congressi e nelle proprie pubblicazioni.
Dal 1979 al 1997, dopo l’esperienza seminale del C.C.C.S. di Birmingham, Stuart Hall è stato professore di Sociologia presso la Open University, un’istituzione perfettamente in linea con la sua concezione democratica di istruzione, tesa all’intelligente valorizzazione delle potenzialità dei media e pienamente coerente con esigenze di rinnovamento delle metodologie pedagogiche.
Dal 1997, in virtù della sua indiscussa competenza in tema di relazioni interculturali e interetniche, fa parte della Commissione Runnymede istituita dal Governo britannico per garantire il futuro della Gran Bretagna multietnica.
Dallo stesso anno 1997 si è approfondito il suo interesse per le arti visive contemporanee nel quadro postcoloniale. E’ Presidente di due importanti istituzioni pubbliche per lo sviluppo delle arti visive: lo Institute of International Visual Arts e la Association of Black Photographers ed è l’ispiratore del primo centro dedicato alle arti visive della “diversità culturale”, il Rivington Place, che è stato aperto a Londra nel 2007.
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