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Eventi e convegni | L'Orientale Magazine

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18. 07. 2010| Eventi e convegni

Summer School "Comunicando" 2009: il ricordo di una stagista

Angelica Argentiere, specializzanda in Comunicazione interculturale, racconta la sua esperienza dello scorso anno e delle sue aspettative per l’edizione 2010

Cos’è Comunicando?
 
Comunicando è una summer school dalla durata di sette giorni, organizzata nel mese di settembre dal professore Massimo Pettorino, coadiuvato dalla commissione scientifica formata dai proff. Rossella Bonito Oliva, Anna De Meo, Giulio Gargia e Anna Maria Valentino. Si tratta di uno stage nell’ambito della comunicazione aperto agli studenti dell’Orientale – e non – che si svolge a Procida, nella poco conosciuta e suggestiva sede dell’Orientale a Terra Murata.”
 
In cosa consiste la scuola estiva?
 
“Sono previsti cicli di lezioni frontali tenuti da esperti in materia di comunicazione nelle ore mattutine, con relativi workshop nel pomeriggio e presentazione, prevista il giorno seguente, di lavori svolti dagli stagisti per mettere in pratica quanto acquisito. La scorsa edizione ha ospitato tra gli esperti Zap Mangusta per la comunicazione radiofonica, Oliviero Beha per quella televisiva, David Riondino, Tana De Zulueta per la comunicazione su carta stampata e Leonardo Giuliano per i rapporti tra web e cinema.”
 
Come è venuta a sapere del progetto, prima di prendervi parte lo scorso anno?
 
“Tramite gli avvisi pubblicati nella bacheca elettronica della Facoltà di Lettere e filosofia dell'Orientale.”
 
Cosa l’ha spinta a partecipare?
 
“Sono stata stimolata dall’idea di uno stage extra moenia, che implicasse lo spostamento da Napoli e dalle sedi usuali dell’Università, cosa che non mi era mai capitata in quattro anni da studentessa dell’Orientale.”
 
Che mi dice dei costi della scuola? Crede siano commisurati ai servizi forniti?
 
“In verità, dovendo fare un bilancio, l’unica nota dolente di Comunicando 2009 per me come per i colleghi è stata proprio il prezzo, pari a 500 euro. Però bisogna ammettere che era tutto incluso nella cifra (vitto, alloggio, spostamenti, viaggio) e non abbiamo avuto alcuna spesa extra, per cui ne è valsa la pena. Quest’anno, tra l’altro, la quota di partecipazione è stata ridotta a 350 euro, dunque un incentivo in più per tornare a parteciparvi.”
 
Può fornire l'esempio di una giornata-tipo trascorsa lo scorso settembre a Procida?
 
“Come già si era potuto evincere dal programma provvisorio consegnatoci prima della partenza, la scuola estiva è constata di cinque giornate nette di stage in campo comunicazionale, la cui prima lezione, di carattere introduttivo, è stata tenuta proprio dalla commissione scientifica preposta all’organizzazione del progetto. La nostra giornata cominciava alle 8 del mattino, quando il sempre disponibile tassista Antonio, detto “Ciuciariello”,  ci accompagnava dall’hotel alla sede di Terra Murata. Qui, dalle 9 alle 11, aveva luogo la lezione. Seguiva, dopo una breve pausa, la presentazione degli elaborati, preparati nel primo pomeriggio del giorno precedente da gruppi di stagisti scelti tramite sorteggio, in modo che ci si abituasse a lavorare con persone mai viste né conosciute prima.”
 
Come ci si organizzava – se ce n’era la possibilità – per il tempo libero?
 
“Dalle 18 in poi, una volta terminato il workshop per preparare i lavori, si ritornava in albergo per un po’ di relax fino ad ora di cena, che vedeva tutti, professori e studenti, riuniti allo stesso tavolo in un’atmosfera estremamente piacevole. Per chi volesse, poi, c’era anche la possibilità, sempre grazie al già citato, simpatico tassista, di godere del meraviglioso scenario dell’isola con deliziose passeggiate.”
 
Grazie a Comunicando è riuscita ad instaurare particolari rapporti di studio con qualche docente?
 
“Certamente. Lo stage è stata l’occasione per consolidare il rapporto di studio con il professore Pettorino, con il quale sono in contatto per la tesi, ed apprezzare la disponibilità di tutti gli altri membri della commissione, tutor compresi.”
 
E quanto ai rapporti interpersonali con i colleghi? La scuola è stata utile anche su questo piano?
 
“Sì: la condivisione totale di spazi e situazioni – stress incluso – per ventiquattro ore di fila ha aiutato ad instaurare tra di noi una certa confidenza ed intimità, al punto che i rapporti perdurano ancora oggi, a quasi un anno di distanza.”
 
Quanto ha contribuito questo stage alla sua esperienza di vita?
 
“Al di là dei sei C.F.U., che ognuno può convalidare in base al proprio piano di studi, e del rilascio di un attestato finale, con valutazione in trentesimi, quanto di più prezioso mi ha lasciato questa scuola è la curiosità: di sapere, di approfondire anche dopo lo stage, di addentrarmi in un mondo quale quello della comunicazione spesso sottovalutato, quando invece è alla base di ogni nostra azione quotidiana.”
 
Ha intenzione di partecipare anche a Comunicando 2010?
 
“Sì, ancor di più se considero che quest’iniziativa coincide con l’argomento della mia tesi di laurea specialistica.”
 
Si è già informata sul programma di quest’anno?
 
“C’è una linea di continuità con l’edizione passata, anche nella presenza degli esperti, tra cui è riconfermato Zap Mangusta, con l’aggiunta di altri nomi illustri, tra cui Moni Ovadia, già ospitato dall’Orientale per un laboratorio di giornalismo, insieme con Concita De Gregorio ed Ennio Remondino. Per ora, comunque, il programma è ancora provvisorio: fino a settembre ci sarà ancora modo di rivederlo e migliorarlo, augurandoci di riuscire a raggiungere il numero minimo di venti partecipanti afficnhé la Scuola possa realizzarsi.”
 
Quali sono le sue aspettative per l’edizione 2010 di Comunicando?
 
“Se il primo anno lo sprone era quello di approfondire una curiosità, adesso è quello di consolidarla.”

Autore: Luisa Lupoli

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